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Tutto e niente.

Inizio pensando che si tratti solo di me.
Non mi faccio problemi per quanto possa riguardare gli altri.
Mi faccio problemi solo quando il disturbo è visibile.
Diciamo che prima non me ne accorgo.
Cosa è giusto o meno è soggettivo. E lo sappiamo.
Ci sono diversi punti di vista.
Io faccio ciò che faccio credendoci.
Consapevole del mio errore nel caso esso si possa definire tale.
Sbaglio? Me ne fotto.
Quell'errore prima o poi verrà cancellato.
Certo, i limiti non vanno superati.
Sono alla ricerca di qualcosa e mentre lo cerco mi chiedo cosa sia.
E' un panico che mi assale. Non sapere cosa voglio.
Difficile trovare continuità, cambio e, di conseguenza, cambio tutto ciò che mi circonda.
Voglio adattare a me le cose che mi stanno attorno.
Cerco di adattarmi io.
Finché non si stabilisce un unione.
Un unione che fin ora non si è mai stabilita.
E io sono in bilico tra scelte.
Scelte difficili che non voglio affrontare.
E scappo, anche se so che non è così che ci si comporta in casi simili.




[iTunes suona: Comptine d'un autre eté]

Pubblicato il 16/4/2008 alle 18.18 nella rubrica Diario.

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